Gambe più leggere con il tacco giusto

L’altezza dei tacchi è un fattore determinante per il benessere delle gambe. Vediamo le scarpe giuste per non ritrovarci alle prese con gambe gonfie e pesanti.

Uno dei primi segnali di alterazione della circolazione venosa delle gambe è senza dubbio il gonfiore, che si accentua nelle ore serali della giornata, quando la fatica si fa sentire con più intensità. Polpacci, caviglie e piedi appaiono edematosi, togliersi le scarpe può diventare difficoltoso, e la pelle si presenta a chiazze violacee con venuzze in evidenza.

 

Tali segnali non devono mai essere sottovalutati, perché possono rappresentare la spia di una disfunzione a livello circolatorio più o meno grave.

 

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Sebbene con il tacco giusto, le scarpe, da sole, non riescono a contrastare il gonfiore. Serve qualche accorgimento in più. Integratori e creme specifici per le gambe aiutano le vene a funzionare meglio, riducendo i ristagni, sbloccando la circolazione rallentata e alleggerendo le estremità affaticate.

 

Scarpe inadatte e gambe gonfie

Le donne sono più predisposte degli uomini a soffrire di gonfiore alle gambe. E non solo per ragioni anatomiche e ormonali. Tra le cause della cattiva circolazione, che a sua volta rappresenta il problema alla base del gonfiore (ma anche delle varici, dei capillari fragili, del formicolio, del senso di pesantezza ecc.), ci sono infatti fattori come la familiarità, la genetica, il fumo, il sovrappeso, il soffrire di malattie croniche come il diabete, ma anche cattive abitudini che nelle donne si traducono spesso in calzature non consone.

 

Cosa può rendere particolarmente difficile il lavoro di pompaggio del sangue verso l’alto da parte delle vene degli arti inferiori? La risposta è abbastanza ovvia: giornate intere trascorse su un bel paio di scarpe tacco 12.

 

Tacchi alti: nemici della circolazione venosa

Sono belli, sono sexy, slanciano anche la gamba più tozza ma hanno delle forti controindicazioni. Intanto i tacchi alti costringono il piede in una posizione innaturale; inoltre queste scarpe, specie i sandali, sono spesso provviste di fibbie e lacci che a loro volta comprimono e stringono piede e caviglia in una morsa, e impediscono al sangue di refluire in modo efficiente andando a compromettere la naturale spinta plantare, così importante per una circolazione del sangue ottimale. Stare tante ore sui tacchi accentua insomma la tendenza al ristagno.

 

Scarpe rasoterra? No grazie

Nemici della circolazione venosa periferica degli arti inferiori non sono solo i tacchi. Anche le scarpe troppo basse, ad esempio le ciabattine infradito o le ballerine, sono deleterie. Questo tipo di calzature non stimola la spinta plantare e costringe il tallone ad un superlavoro. Non a caso camminare con indosso scarpe rasoterra risulta più faticoso rispetto a quando si può contare sul sostegno di un piccolo tacco o di un plantare rialzato, e la prova è che ci si muove anche con minor rapidità.

 

Se è vero che per molte persone un tacco alto risulta un ostacolo alla deambulazione e produce effetti negativi sull’equilibrio, è altrettanto vero che gli stessi problemi può provocarli una ciabattina o una ballerina.

 

Altre scarpe non adatte a chi ha problemi di circolazione periferica e soffre di stasi venosa e ritenzione idrica sono senza dubbio quelle troppo stette o appuntite che comprimono le dita, e le calzature non traspiranti che producono una ulteriore dilatazione delle vene.

 

Ok, la scarpa è giusta

Vediamo ora su quali scarpe puntare in estate e in inverno per migliorare la microcircolazione e stimolare la spinta venosa dal tallone verso l’alto.

 

  • Scarpe con plantare anatomico estraibile. L’ideale è farsi realizzare un plantare ortopedico personalizzato – ovvero fatto su misura dopo essersi sottoposti ad un controllo podologico accurato – da poter trasferire in ogni scarpa, sia estiva che invernale
  • Scarpe con un “mezzo” tacco o un tacco non troppo alto. Tanto per capirci il rialzo perfetto va dai 4 cm ad un massimo di 7 cm, non di più. Il tacco dovrebbe poi avere una base larga, il che significa non a spillo!
  • Se si decide comunque per una calzatura più alta, allora meglio una zeppa sempre con un buon plantare largo, o una décolleté o sandalo con tacco grosso e plateau. E’ importante che non ci sia un grosso dislivello tra la punta e il tallone
  • Scarpe sempre e solo in materiali traspiranti
  • Scarpe da ginnastica con soletta elastica e rialzo interno che stimolino ancora di più la pompa plantare e al contempo massaggino tutta la pianta mentre si fa attività fisica (come ad esempio una corsa o una camminata a passo sostenuto)