Ritenzione idrica: meglio la corsa o la camminata?

Ritenzione idrica e gonfiore sono tra i primi sintomi della cattiva circolazione. Per combatterli, bisogna muoversi! Ma con quale intensità?

Gambe gonfie e pesanti, con cellulite e ritenzione idrica: spesso all’origine c’è un problema circolatorio chiamato insufficienza venosa, che si manifesta non solo con il gonfiore, ma anche con altri sintomi quali capillari fragili, ristagno di liquidi intorno alle caviglie, soprattutto nelle ore serali o in estate, formicolii e intorpidimento, crampi notturni e fatica a camminare. Problemi che riguardano soprattutto le donne, ma da cui non sono immuni nemmeno gli uomini, e che possono colpire in ogni fascia d’età, non necessariamente quando si è “over”.

 

Questa sintomatologia nasconde una disfunzione da non sottovalutare, che è provocata da un indebolimento della rete venosa periferica. E’ meglio intervenire subito, correndo ai ripari ai primi sintomi. Per migliorare il tono venoso e il microcircolo è necessario agire su più fronti.

 

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Un po’ di corsa leggera o di camminata veloce, una dieta ricca di frutta e verdura, un utilizzo costante di preparati in compresse e crema dall’effetto flebotonico e antinfiammatorio: ecco il tris vincente per dare sollievo alle gambe gonfie e imporsi nella battaglia contro la ritenzione idrica.

 

Acqua e dieta drenante contro la ritenzione idrica

Per prima cosa, bisogna bere tanto! Ma attenzione: stiamo parlando di acqua, non di alcol o bevande di altro tipo, che invece hanno un effetto negativo sui vasi sanguigni. Quando il corpo non riceve sufficiente idratazione, tende a recuperare l’acqua dagli organi e dai tessuti che ne contengono, con la conseguenza che noi ci gonfiamo in modo abnorme. Quanto bere? La quantità giusta è almeno 8 bicchieri d’acqua al giorno, ma in estate potrebbe essere utile aumentare le dosi, soprattutto se si suda molto. L’acqua da sola non basta, c’è bisogno anche bisogno di antiossidanti, vitamine e sali minerali che mantengono “giovani” le vene e stimolano la circolazione periferica.

 

L’effetto flebotonico dei bioflavonoidi (antiossidanti contenuti in alcuni frutti come il mirtillo e l’uva rossa) e antinfiammatorio della vitamina C (presente negli agrumi, nei kiwi, nelle fragole e nei cavoli), è stato ampiamente dimostrato anche da studi scientifici mirati, pertanto questi principi attivi si ritrovano in molti integratori e persino gel e creme da applicare localmente per dare sollievo alle gambe gonfie.

 

Le modifiche allo stile di vita

Smettere di fumare (il fumo danneggia e indebolisce i vasi sanguigni), dimagrire se si è in sovrappeso e fare attività fisica sono buone pratiche che si dovrebbero seguire fin dalla giovane età. Ad esempio, se il problema più evidente è la ritenzione idrica che comporta anche un danno estetico, lo sport può dare una grossa mano. Ma quale sport? Ovviamente uno che stimoli la circolazione venosa periferica, tonifichi la muscolatura delle gambe e dunque migliori il ritorno venoso dai piedi al cuore. E quando si parla di sport il primo pensiero corre alla corsa o alla camminata veloce. Ma quale dei due è meglio per sgonfiare le gambe?

 

Corsa: solo se il problema venoso non è accentuato

La corsa è un’ottima soluzione contro la ritenzione idrica, perché stimola lo smaltimento dei liquidi, a patto che non si abbiano già varici e capillari fragili. Questo perché favorisce la traspirazione e aiuta a perdere liquidi e tossine accumulate. Per avere, però, dei buoni risultati e non un effetto controproducente, la corsa deve essere moderata, praticata senza eccessiva intensità, ovvero non una corsa veloce che comporti un grosso sforzo a livello cardiocircolatorio. Un po’ di jogging va benissimo. Più attenzione invece al running, perché implica un impegno decisamente più intenso.

 

Camminata veloce: ok in caso di indebolimento venoso

Per chi soffre di indebolimento venoso e tendenza al ristagno dei liquidi, l’attività fisica più indicata in assoluto contro la ritenzione idrica è la camminata veloce, meglio ancora se praticata in acqua. Infatti in questo modo, con un passo accelerato e costante, si dà al piede quella spinta necessaria affinché pompi il sangue verso il cuore. Per tale ragione è indispensabile praticare questa piacevole attività indossando le calzature adatte, munite di plantare interno che aiuti la spinta del tallone e soprattutto traspiranti.

 

Per poter ottenere dei risultati bisogna, logicamente, essere un pochino costanti e, possibilmente, fare jogging o camminata in compagnia, così da superare la pigrizia e, perché no, rendere questa attività benefica anche un’occasione di “vita sociale”.

 

Nordic walking: un’ottima idea

Un compromesso vincente è il nordic walking, che ormai sta largamente prendendo piede anche in Italia e che permette non solo di migliorare la circolazione delle gambe e combattere la ritenzione idrica, ma anche di allenare il resto del corpo. Il nordic walking non consiste solo nel camminare appoggiandosi ai bastoni, ma anche nel saltare, correre ed eseguire esercizi specifici con questi strumenti. L’allenamento è dunque tutt’altro che noioso e ripetitivo, perché la camminata viene alternata ad altro tipo di movimento.